Telefalsificazione. Manuale di strategia della paura Stampa
Scritto da Administrator   
Martedì 25 Marzo 2014 07:56

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Imbonimento e angoscia sono il cibo della società dell’immagine, la minaccia più subdola alla libertà di pensiero

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Persino Papa Francesco si è sentito in dovere di intervenire qualche tempo fa e ciò la dice lunga sulla situazione dell’informazione, sia nel nostro paese che nel mondo occidentale. La nota del Santo Padre ha posto l’accento sul clima mediatico in cui siamo immersi, inquinato da disinformazione, calunnia e diffamazione. Un’opinione certo non difficile da condividere.

Questo perché, soprattutto con l’avvento della televisione commerciale e della rete, i manganelli mediatici della società liquida, l’obiettivo si è spostato sulla vendita di pubblicità, i cittadini sono diventati pubblico e degradati a consumatori, l’informazione si è convertita allo spettacolo tanto che l’infotainment” ha ormai definitivamente colonizzato le menti pigre degli spettatori. D’altro canto una certa parte degli organi che fanno informazione si è via via attrezzata per la produzione di imbonimento, veri e propri strumenti votati al proselitismo, alla propaganda e alla falsificazione tanto che la famigerata “macchina del fango” ha assunto un’arroganza mai vista prima. Assuefazione alla violenza e al pattume mediatico, questa è la diagnosi per i cittadini e da qui il monito preoccupato anche del Papa.

Ma, a voler ben guardare, tutti gli aspetti dell’informazione hanno subito una drammatica regressione, soprattutto quella televisiva che si è organizzata attorno ad un vero e proprio rituale della paura. La morbosa attenzione al gossip e alla cronaca, per esempio, il delitto ossessivamente proposto nei telefilm diventa la realtà della porta accanto con tutta la dovizia di particolari a corollario. Per non parlare del sensazionalismo con cui la notizia viene gridata, ingigantita, deformata con massicce dosi di catastrofismo tanto che ormai la parola "diminuzione" è stata sostituita da "crollo", "aumento" da "boom" o "stangata", giusto per fare qualche facile esempio. Una vera e propria mercificazione delle catastrofi, ecologiche, economiche, epidemiche o legate al terrorismo e all'immigrazione. Non esiste più il dialogo, piuttosto la rissa, la gazzarra fine a se stessa, la violenza insomma che se prima si esprimeva con olio di ricino e bastone oggi si è trasformata in propaganda e martellante ripetizione. Capitalizzare la paura è il mantra, renderla una matassa indistinta che avvolge il cittadino tanto che, narcotizzato dalla dose quotidiana, si sente preda dell’angoscia e dell’insicurezza. Abbiamo perso il controllo del rischio tanto che è sufficiente evocare lo spettro della catastrofe per averne immediatamente l’effetto isterico, specialmente in presenza di individualismo esasperato, assenza di solidarietà e disfacimento dei principi sociali. La paura è ovunque, precede i fatti, è la moneta di scambio del dialogo pubblico. Esiste una sorta di sadico voyeurismo dell'informazione. Questo è il miglior modo di parlare "alla pancia" della massa che non pensa razionalmente ma reagisce d'impulso, guidata da imbonimento e paura.

Già perché questo inoltre distoglie l’attenzione dal pollaio politico e dai problemi veri dei cittadini tanto che ormai le sole differenze fra destra e sinistra riguardano meramente le minacce trattate. Il fisco, l’immigrazione ed Equitalia per la destra. Cambiamenti climatici, disoccupazione, corruzione e diritti per la sinistra. Cosa sarebbe mai la Lega senza gli immigrati, la Fornero o l’Euro? Per non parlare di Berlusconi senza i giudici o Grillo e il suo "Movimento" senza gli altri partiti a cui attribuire tutte le colpe del mondo, senza i sedicenti "poteri forti" dietro i quali nascondere ogni sorta di complotto?  Sarebbero solo un’allegra combriccola di teatro d’avanguardia che, per racimolare voti, deve piuttosto agitare fantasmi e discredito degli avversari che non la concretezza dei loro programmi.

E più il nemico, vero o presunto che sia, è sconosciuto tanto meglio, la ricetta sarà ancor più efficace. Con una moltitudine di intelligenze definitivamente occupate dal sedativo dell’indifferenza, della superficialità e del disimpegno, il manganello mediatico avrà gioco facile, come un coltello d’acciaio nel burro. Non ci si deve quindi stupire se, soprattutto i giovani, non sono più in grado di seguire ragionamenti complessi, sono essenzialmente dei "visivi" e pertanto non hanno alcuna capacità astrattiva, a mala pena assimilano informazioni binarie e ritengono del tutto normale che Maria de Filippi abbia più gradimento di uno scienziato, un filosofo o un poeta. La macdonaldizzazionemediatica è ormai compiuta, il trionfo della società dell’immagine tenuta in piedi dai fabbricanti della paura e della falsificazione E tutto questo viene pagato dal cittadino. Per dirla in altro modo si investono capitali enormi per realizzare reti, connessioni, fibre ottiche per poi veicolare un autentico pattume mediatico o, nel migliore dei casi, per pubblicare su facebook la foto del compleanno del cane di zia Mariuccia.

L’antidoto a questo disfacimento è uno solo; la cultura. E’ la conoscenza, la voglia di verità, il rifiuto ossessivo del ciarpame propagandistico spacciato per la verità assoluta, è la scelta oculata e critica delle fonti a fare la differenza, a garantirci quel minimo di libertà di cui, in fondo, abbiamo pieno diritto ma soprattutto per evitare, svegliandoci una mattina, di sentirci liberamente costretti ad applaudire Putin premio nobel per la pace, Berlusconi presidente della repubblica e Vanna Marchi santa subito.

 

Claudio Donini

Piccola bibliografia utile

Z. Baumann. Il demone della paura. Laterza.

k. Popper. La società aperta e i suoi amici. Arnaldo.

C. Bonini, G. D'Avanzo. Il mercato della paura. Einaudi.

M. Castell. Comunicazione e potere. U.Bocconi.

J. Baudrillard. La società dei consumi. Il Mulino.

G. Debord. La società dello spettacolo. Baldini Castoldi.

D. McQuail. Sociologia del Media. Il Mulino.

U. Volli. Manuale di Semiotica. Laterza.

 

 

 

 

 

Articolo pubblicato anche da www.altroquotidiano.it e www.agoravox.it

Ultimo aggiornamento Lunedì 28 Maggio 2018 09:51