Il malaffare siamo noi
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Scritto da Administrator   
Giovedì 29 Ottobre 2015 10:39

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Nel nostro paese mancano gli anticorpi dell'illegalità, per questo corruzione e malaffare attanagliano i gangli vitali delle istituzioni, con la complicità dei cittadini


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Non è vero che in Italia i politici rubano. O meglio non solo loro. Nel bel paese rubano tutti, perfino i notai. La ruberia sembra proprio essere nella genetica del cittadino e, conseguentemente, nella Pubblica Amministrazione. E non serve guardare le statistiche, che pur ci condannano al paese più corrotto d’Europa, basta guardare i fatti, quelli quotidiani intendo. Dai dipendenti del comune di Sanremo al pensionato che paga l’idraulico in nero, all’automobilista che truffa l’assicurazione o il commerciante che non emette lo scontrino. E che dire poi dei portoghesi che non pagano sui mezzi pubblici o del dentista che senza fattura costa meno, o ancora dei falsi invalidi e degli assenteisti. E in Sicilia c'è perfino chi si fa adottare da un invalido vero per usufruire dell'assegno di accompagnamento. Ma ciò che colpisce è che molti di questi episodi sono oltremodo visibili sia dai cittadini comuni sia da chi dovrebbe vigilare eppure, una sorta di magma omertoso avvolge la società nell'indifferenza più assoluta. E se condite il tutto con un po’ di autoflagellazione, piagnisteo, dietrologia, fuga dalle responsabilità e parassitismo otterrete esattamente il fenomeno sociale nostrano.

Tutto per interesse individuale naturalmente, presi come siamo dentro questa sorta di immaturità sociale che ci fa anteporre il personale al collettivo senza capire che sono invece le scelte collettive che influenzano maggiormente le nostre vite e non certo l’illusione tipica del furbetto di risparmiare qualche spicciolo a danno degli altri. Certo che considerare lo stato una sanguisuga, il furto una legittima difesa e i politici i responsabili di tutti i mali è pur sempre una gran bella comodità, un alibi perfetto per scaricare sugli altri la vergogna della verità e poter così continuare indisturbati nel malaffare e nell'indifferenza che sono, invece, la causa vera della povertà e del degrado, non certo viceversa. E siccome questo fa comodo a tutti, perchè cambiare?

Ma sta di fatto che se un ministro chiede le raccomandazioni per il figlio ad un alto dirigente pubblico mentre il cittadino comune all’amico direttore di banca, ebbene personalmente non capisco dove sia la differenza. Cambiano solo le proporzioni ma il copione è lo stesso. Sono gli anticorpi della corruzione che fanno difetto nella nostra comunità. Del resto i politici li eleggiamo noi e mi chiedo come ci si possa aspettare che da tale diffusa bassezza si possano ergere vette di onestà e rigore. Decenni di governo del “bunga bunga”, tutti democraticamente votati, sono lì a dimostrarlo, come dimostrano del resto ciò che tutti noi abbiamo letto sui libri di scuola. Che la classe dirigente rappresenta il meglio del paese. Ora capisco che un po’, in fondo, è vero.

Claudio Donini

Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Giugno 2018 17:37
 

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