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La magia della vela, dall'Elba a Capraia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Administrator   
Mercoledì 07 Maggio 2014 08:36

Dal diario di bordo. Giovedì 1 Maggio 2014.

     La partenza è sempre disseminata di allegria, quella che prelude il piacere dell’avventura. La vela si alza appena usciti dal porto, maestosa, rigonfia da un vento flebile che sospinge lo scafo di bolina con leggerezza sorprendente. Nel canale il vento rinforza, il mare scurissimo si imbianca frangendo la superficie dove la barca avanza sull’onda, la sovrasta tranquilla mentre facciamo rotta verso l’Elba. Mare e vento, nient’altro. E la musica sale, avvolgente, sale ritmata, affascinante, la musica della natura che increspa appena il silenzio perfetto. Dalla prua mi sporgo sul nero pece che si perde a vista d’occhio. Sembra proprio di volare da quassù, radente all’infinito. Decidiamo di far rotta su Marciana. Il paese ci accoglie con le sue casine abbarbicate su uno spuntone giusto sopra il porto. Il sole sta calando, inghiottito dal mare dietro la torre medievale che si colora di un’atmosfera magica. Affascinati come scolaretti assistiamo allo spettacolo della natura che, ancora una volta, sale in cattedra.

 

 

 

Venerdì 2 Maggio 2104.

     Si parte per Capraia. Vento in poppa, un  gran lasco che ci accompagna per tutto il viaggio con un’andatura allegra e riposante. Capraia è un piccolo borgo raccolto attorno alla fortezza napoleonica, una volta carcere ma ora solo un simbolo del tempo. Il porto è sotto, nell’insenatura profonda che il mare si è conquistato con pazienza certosina. Appena il tempo di attraccare ed un cielo nerissimo ci lascia cadere addosso una quantità di grandine smisurata. Il mare sembra ribollire colpito com’è da quella sassaiola fittissima. Ci guardiamo stupiti proprio come gli abitanti di Macondo alla vista del ghiaccio. E poi la pioggia che mi scorre addosso, sulle mani, sul volto, tamburellando sulla cerata mentre profumi intensi di sottobosco mi inebriano, si insinuano nella memoria frugando nelle pieghe più recondite. La notte passa tranquilla mentre il vento fischia ovattato in lontananza frammisto al tintinnio ritmico delle sartie come rintocchi da campanili lontani. Il regno degli uomini, da qui, sembra proprio lontanissimo.

 

 

 

 

Sabato 3 Maggio 2014.

 

  

 

           

La mattina siamo sulla rotta per Porto Azzurro sotto un cielo macchiato di luce. Un bel vento da Nord Ovest ci spinge a 7 nodi prima al lasco poi di bolina. Un divertimento. A metà pomeriggio abbiamo coperto 40 miglia di mare, onde, delfini e buona compagnia. Porto Azzurro è li, proprio davanti a noi, con le sue casette colorate e la chiesa. Perché i borghi marinari sono fatti proprio per l’approdo, questo è il loro fascino. Giungere da terra è come entrare in San Pietro dalla porta della sacrestia. Il paese è tutto qui, la piazza, il porto e qualche vicolo tortuoso. Una bella cena di pesce, vino dell’isola e a letto presto, domani si rientra.

 

 

 

Domenica 4 Maggio 2014.

      Il sole splende limpido questa mattina, una di quelle in cui la gioia di vivere riempie l’anima in tutti i pori, dopo tanto grigiore. Il maestrale è li che ci aspetta fuori dal porto, giusto per qualche ora di bolina, quella che ci riporta a casa. Raccolgo le mie cose, i numeri di telefono, la macchina fotografica dove spero di aver impresso qualche emozione da rivivere con l’intima certezza, come dice il saggio, che il segreto di una buona fotografia è il fotografo e quello di un buon diario, dico io, è il biografo.

 

Buon vento.

 

Claudio Donini

www.alfadixit.com

 

 

Commenti  

 
0 #3 Alfa CD 2014-05-09 08:32
Sono contento che vi sia piaciuto. Certo che puoi mettere il link sulla pagina di facebook. Ciao

PS. Io sono solo un'ottimo fotografo, il resto è fortuna...
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0 #2 paolo 2014-05-09 08:31
Sei più che bravo. Come poeta ma anche ma anche come informatico.

Posso mettete il link sulla mia pagina Facebook ?


Inviato da Yahoo Mail su Android
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+1 #1 Barbara 2014-05-08 18:34
:P FANTASTICO!!!...del resto, se lo si rispetta, il mare ed il navigarlo da buon marinaio, ti regala tutto questo ed inimagginabili infinite altre emozioni! Barbara
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