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Federmanager alla strenua difesa delle "pensioni d'oro" PDF Stampa E-mail
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Lunedì 19 Agosto 2013 10:40
La lettera di un Manager al Presidente dei Dirigenti
 
Egr. Dr. Ambrogioni (Federmanager)
 
Le invio questa mia per trasmetterle qualche commento personale a proposito della lettera da Lei inviata a tutti gli associati Federmanager e diffusa anche attraverso alcune agenzie di stampa. La lettera esprime la contrarietà nei confronti del Governo ed in particolare del tentativo di tassare ulteriormente i redditi da lavoro eccedenti i novantamila euro, così come le cosiddette “pensioni d’oro”. Ora, mentre è del tutto condivisibile la tesi secondo la quale sulle tasse bisognerebbe doverosamente colpire evasori, elusori e tangentisti, piuttosto che i soliti onesti, diversa è la mia posizione sul tema delle pensioni.
E’ noto infatti come fino a qualche anno fa le prestazioni pensionistiche venivano erogate dopo 35 anni di lavoro con il metodo retributivo, una regola modificata con enorme fatica solo recentemente. In altre parole un autentico privilegio che ha portato un esercito di baldanzosi cinquantacinquenni a godere di pensioni che non hanno mai guadagnato. Un “unicum” in tutto il mondo conosciuto. Per questo fa rabbia vedere come tutto ciò venga ancora difeso a oltranza, ma soprattutto fa rabbia vedere come si cerchi di confondere un abuso a tutti gli effetti, con i legittimi diritti di chi invece produce davvero. E’ facile infatti capire come il capitolo delle pensioni sia di fatto un autentico fiume di denaro sottratto alla crescita, agli investimenti, ai giovani e costituisca un pesante gravame sui già martoriati stipendi di chi lavora. Questo lei dovrebbe precisare nella sua lettera, senza ambiguità alcuna affinchè ognuno possa esprimere liberamente il proprio parere sulla questione.
Vorrei in ultimo lanciare una proposta attraverso l’associazione, quella cioè di ricalcolare l’ammontare di tutte le pensioni in base a quanto effettivamente versato e all’aspettativa di vita, con lo stesso metodo per tutti i cittadini, giacchè, si dice, siamo in democrazia e tutti dovrebbero essere uguali. Chi ha avuto troppo, sottraendolo agli altri, può restituire l’eccedenza, anche in comode rate. Di questo lei dovrebbe occuparsi perché gli interessi da difendere sono anche quelli di chi contribuisce col sudore della fronte alla ricchezza reale del paese, dei giovani, del lavoro tutto insomma, non solo di chi preferisce la comoda rendita. E, specialmente in periodi difficili come questi, le due cose non sono sempre compatibili.
Con stima sincera
Claudio Donini
www.alfadixit.com
P.S. Allego link ad articolo dove è possibile trovare numeri e calcoli a supporto di quanto sopra.
http://www.alfadixit.com/index.php?option=com_content&view=article&id=103:la-casta-dei-pensionati&catid=34:cat-poli&Itemid=57
 
Articolo pubblicanto anche da Agoravox, Rassegna, MisterX, l'Altroquotidiano,
 

Commenti  

 
0 #4 Alfa CD 2013-09-24 10:36
Egr. Dr. Ambrogioni
Innanzitutto la ringrazio sentitamente della lettera che voluto inviarmi, una risposta esaustiva che ha senz’altro il pregio di avermi chiarito molti dubbi. Restano però intatte le domande di fondo.

Lei trova giusto che un esercito di pensionati viva a carico della collettività semplicemente perché un privilegio consente loro di percepire più di quanto versato?

Lei trova giusto che questo avvenga sulle spalle dei nostri figli, costretti di fatto alla disoccupazione perché noi stessi abbiamo deciso di investire sul passato e non sul futuro?

Ebbene Dr. Ambrogioni, io non lo trovo giusto, e neppure democratico, anzi è un autentico sopruso perpetrato da una parte dei cittadini nei confronti della cosa pubblica, dei giovani e dei lavoratori tutti. La nostra federazione che vuole per professionalità e vocazione essere un riferimento nel paese, non può avallare tutto questo e tanto meno può accettare che persista un danno a carico di una parte, chi lavora, per favorirne un’altra, chi non lavora, un danno che è inoltre un pesante fardello per la crescita, la sola vera causa della crisi in cui purtroppo ancora il nostro paese versa. E come cittadino non posso accettare di essere seppellito dai “se” e dai “ma”. Per questo auspico che anche lei e la nostra associazione siano promotori fattivi di una sensibilizzazio ne sull’argomento, auspico che si agisca concretamente per il bene della collettività e che si lasci da parte, spero definitivamente , la strategia delle parole, figlia di un passato di gattopardiana memoria.
Con stima sincera

Claudio Donini
www.alfadixit.com
Citazione
 
 
0 #3 Alfa CD 2013-09-18 16:31
Il Presidente

Roma 10 settembre 2013

Gentile Dott. Donini,

Le rispondo pur con ritardo -dovuto principalmente alla pausa
estiva -e di questo mi scuso, e la ringrazio delle Sue considerazioni che mi danno la possibilità di esprimere compiutamente il mio pensiero, nel ruolo di
Presidente Federmanager.

lnnanzitutto ritengo opportuno precisare che Lei fa riferimento
impropriamente ad una mia presunta lettera agli associati, penso si tratti,
invece, di mie dichiarazioni ad alcune agenzie di stampa ai primi di luglio.

ln dette dichiarazioni non ho mai enfatizzato la sentenza di
incostituzional ità della Corte Costituzionale in merito al prelievo sulle pensioni
superiori ai 90.000 euro annui lordi e, a questo proposito, Le faccio presente
che non abbiamo mai pensato di assumere e non abbiamo mai assunto
alcuna iniziativa politica o giudiziale riguardo al prowedimento normativo in
questione, pur avendo tra i nostri associati un numero -ancorché molto
contenuto -di pensionati che sono stati interessati dal prelievo.

Mi sono limitato, invece, a commentare quanto riportato dalla
stampa in merito a una possibile reiterazione di forme di prelievo similari ma
che farebbero riferimento a pensioni di importo significativame nte inferiori e,
quindi, ad una estensione a platee ben più ampie.

Ho inoltre stigmatizzato l'eccesso di demagogia e di retorica
strumentale con cui vengono definite "d'oro" pensioni da 5.000 euro lordi mese
(la gran parte delle nostre pensioni in essere) e non si parla, ad esempio, delle
baby pensioni statali erogate dopo poco più di 15 anni di contribuzione a
persone poco più che quarantenni o di altre forme pensionistiche come le
indennità ai parlamentari o agli eletti negli enti locali che percepiscono importi
ben più elevati e totalmente scollegati dalla contribuzione versata. Se
dobbiamo parlare di privilegi credo che queste ultime abbiano maggior titolo
ad essere considerate tali.

Non si parla poi delle migliaia di pensioni integrate al minimo
(circa un terzo del totale, stiamo parlando di oltre 9 milioni di pensioni) a carico
della fiscalità generale e godute, in gran parte, da persone che nella loro vita

Via Ravenna, 14 -00161 ROMA -Tel. 06.44.070.001
Fax 06.44.03.421-e-mail : federmanager@fe dermanager.it



hanno preferito non dichiarare i propri redditi (commercianti, artigiani,
agricoltori ecc.).

Non se ne parla perché significa toccare gli interessi di milioni di
elettori e di migliaia di iscritti alle grandi lobby sindacali.

Nulla ancora si dice degli effetti che, sulle pensioni superiori a

2.500 euro lordi mese (5 volte il minimo INPS), sono stati determinati da ben 5
blocchi della perequazione automatica negli ultimi 15 anni; blocchi che, in
base ai nostri calcoli, hanno determinato una perdita del loro potere d'acquisto
pari a circa il 20 per cento.
lnoltre, Lei sa meglio di me, che questo tipo di prowedimenti
intercettano un numero molto limitato di contribuenti perché in questo nostro
Paese sono i lavoratori dipendenti e i pensionati che dichiarano il proprio
reddito reale e, pertanto, gli effetti in termini sostanziali sono minimali e non
risolvono il problema prioritario di ridurre la spesa pubblica nella sua
accezione più complessiva per restituire risorse a vantaggio del sistema
economico.

E' qui che risiede la mia principale lamentela, che mi permetto di
esprimere a nome di tutta la Categoria, lnvece di affrontare seriamente i
problemi annosi del Paese con riforme serie e di individuare le risorse che
necessitano andando a eliminare i tanti sprechi e inefficienze che si annidano

nella spesa pubblica, si continua a scegliere "scorciatoie" con interventi che di
fatto si traducono in un aumento celato della pressione fiscale (perché di
questo si tratta) nei confronti di una piccola fascia di cittadini che si carica di
responsabilità e di rischi durante la vita professionale e paga onestamente
contributi e imposte

Ma vengo al tema da Lei posto e cioè la eccessiva "generosità"
del sistema pensionistico basato sul modello retributivo. Non è certamente
una novità. E' il modello su cui si è costruito il nostro sistema pensionistico e che è stato applicato per molti decenni, inizialmente anche con un'adeguata motivazione sociale, ma che è servito a molti dei nostri politici di acquisire consenso elettorale modificando in modo migliorativo a più riprese i criteri di
calcolo delle pensioni disinteressando si degli effetti disastrosi sul bilancio
pubblico.

Di questi criteri di computo, chi più chi meno, ne hanno goduto
tutti i pensionati, dagli operai ai dirigenti, a prescindere quindi dall'importo pensionistico, Anzi, a parità di aliquota contributiva (attualmente 33%), esiste un effetto solidaristico e redistributivo che viene determinato dal decalage dei
coefficienti di rendimento sulle fasce retributive più alte (vedi allegato). Di


questo naturalmente nessuno parla. E' evidente che se determino la media
pensionabile sugli ultimi anni di lavoro e applico tale risultato sulle anzianità di un'intera vita lavorativa avrò un risultato che certamente, salvo rari casi, e più favorevole rispetto alla contribuzione versata. Ma questo vale per tutti. Le ricordo anche, solo a titolo di esempio, che nel pubblico impiego fino all'entrata in vigore della riforma Dini, quindi mi riferisco fino al 1995, la pensione coincideva con l'ultimo stipendio e per prassi al momento dell'uscita si saliva di almeno un livello. E ciò era a tutti noto. Anche dopo la riforma Dini
una quota della pensione continua ad essere calcolata con riferimento
all'ultimo stipendio.

Come vede in tutti questi anni i nostri legislatori hanno costruito
una giungla normativa privilegiando alcuni più e alcuni meno e non credo
affatto che i nostri pensionati siano quelli che hanno avuto maggiori attenzioni.

Non ho nessuna difficoltà a concordare con Lei e ci sono atti
ufficiali in cui noi, ai tempi della riforma Dini, ci esprimemmo a favore di una riforma più coraggiosa che prevedesse l'applicazione del sistema contributivo in pro-rata, quindi dal 1996 per tutti.

Ad opporsi furono le grandi organizzazioni sindacali e alcune ben
individuate forze politiche: componenti che oggi in totale incoerenza chiedono
interventi di riequilibrio e di redistribuzione ma solo a carico di quei pensionati che incidentalmente non rappresentano.

Tutto questo non le sembra iniquo e censurabile?

Tutto cio premesso, quindi, ritengo che i nostri pensionati non
solo non sono "d'oro" ma siano tra quelli che più hanno dato e stanno dando:
sono convinto come Presidente di un'Organizzazione di rappresentanza che
vadano tutelati per quanto saremo in grado di fare ben sapendo di avere a
disposizione spazi molto stretti.

La mia posizione potrebbe essere riconsiderata qualora non solo
si faccia pulizia di tutte le forme di privilegio vero che pervadano il nostro
sistema pensionistico, di cui ne ho accennate alcune, ma il ricalcolo che Lei auspica, richiamandosi a principi di equità universale, con riferimento alla
quota di pensione non coperta da contribuzione, riguardasse tutti i pensionati in essere: a prescindere dall'importo della rendita pensionistica, ma non credo
sia questa I'ipotesi che hanno in mente i nostri politici.

Naturalmente trascuro tutte le difficoltà nel ricostruire la
posizione contributiva di tutti i pensionati, nonché il rischio di contenzioso che una simile operazione conseguentement e ingenererebbe.


Da ultimo Le faccio presente che mentre la ricostituzione e il
ricalcolo delle pensioni sarebbe possibile (pur con qualche difficoltà) per il privato, è assolutamente impossibile per il comparto pubblico che non ha mai disposto di anagrafi contributive.

Spero di averle fornito degli elementi utili a una più completa
valutazione anche se, spero di no, potremmo rimanere su posizioni non
convergenti.

L'occasione mi e gradita per inviarle i più cordiali saluti.

Giorgio Ambrogioni
Federmanager
Citazione
 
 
0 #2 Alfa CD 2013-08-19 11:27
L’articolo è infatti una critica alla attuale situazione e alle pensioni facili. Questo è certamente vero per i dirigenti come anche per gli altri. Non si capisce infatti perchè un lavoratore tedesco debba andare in pensione a 65 anni (o prima ma con penalizzazione) mentre in Italia, lo stesso lavoratore possa ritirarsi 10 anni prima e con un calcolo assai più favorevole. Un furto sulle spalle dei lavoratori. La Fornero ho solo preso atto della cosa. Tutto qui. Bisogna far pagare chi oggi gode di privilegi che non ha guadagnato sfuttando invece gli altri.
Alessandro
Citazione
 
 
0 #1 Alfa CD 2013-08-19 11:26
Mi meraviglio che ci siano persone (sig Donini)che si esprimono a favore di questa legge (Fornero) e sopratutto dei dirigenti che lavorano onestamente , ma no considerano o non vogliono sapere che la cassa dei dirigenti è fallita ed è stata assorbita dall’INPS portando in dote non crediti ma grandi debiti a carico di tutti perciò io penso che il sigri Donini e Abrogioni devono stare zitti e pensare che non andrà sempre così .......cambierà fra poco ed ad ognuno il suo
LUIGI
Citazione
 

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