Home Politica, Società, Media Il male oscuro della Pubblica Amministrazione

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Il male oscuro della Pubblica Amministrazione PDF Stampa E-mail
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Politica, Società, Media - Politica, Società, Media
Scritto da Administrator   
Martedì 08 Gennaio 2013 10:48

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L’attuale distribuzione delle risorse nella Pubblica Amministrazione è organizzata come una perfetta “macchina degli sprechi”, penalizza i “virtuosi”. Bisogna assolutamente innovare se si vogliono conservare i servizi forniti.

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C’è almeno un elemento che accomuna tutte le organizzazioni della nostra società: il miglioramento continuo.  Lo sanno bene tutti gli operatori di qualunque azienda privata che costantemente si vedono costretti a studiare la concorrenza, a inventare nuovi prodotti o servizi con costi o prestazioni sempre migliori, lo sanno bene ad esempio i fornitori del settore auto, che a fronte di accordi pluriennali devono mettere sul piatto della bilancia prezzi tendenzialmente decrescenti. Ma lo sanno bene anche i consumatori finali che vedono migliorare prodotti e servizi a costi calanti. In definitiva qualunque organizzazione che non consideri il miglioramento continuo come una parte fondamentale del proprio esistere è destinata alla morte.

Lo sanno bene tutte le organizzazioni private dicevamo, ma non quelle pubbliche. Forse perché scuole, ospedali, sicurezza, sono prevalentemente ad alta concentrazione di manodopera dove l’innovazione non ha operato con gli stessi effetti riscontrati invece in altri campi, ad esempio quello manifatturiero. Gli ospedali o le scuole di oggi infatti, assomigliano piuttosto a quelle degli anni 50, molto più che una catena di montaggio. Una cosa è però altrettanto certa, i cittadini non vogliono in alcun modo rinunciare a servizi ormai acquisiti, ne consegue che i costi associati sono destinati ad aumentare, come del resto la storia insegna, e oggi, in media, rappresentano il 70% della spesa statale. Un problema che nel nostro paese è addirittura epidemico a seguito della disinvolta gestione della cosa pubblica che ha provocato danni incalcolabili alle finanze statali con disavanzi di bilancio miliardari. Un esempio per tutti è la sanità della regione Lazio.

Il problema di questa voragine nasce, come si diceva, dalla mancanza di concorrenza, dall’assenza di qualunque indicatore di efficienza e confrontoi, cosa che ha portato a procedere utilizzando i famosi “costi storici”, un principio secondo il quale si accetta di spendere conformemente a quanto si è speso negli anni precedenti. In altre parole il trionfo dell’appiattimento organizzativo, una perfetta macchina degli sperperi che premia i peggiori i quali si vedranno assegnare più soldi per servizi inferiori, un principio che ha la totale deresponsabilizzare dei managers pubblici. In definitiva una ottima organizzazione volta al “peggioramento continuo”. Se infatti,ad esempio, il costo medio di una degenza in Campania è circa il doppio che il Lombardia, è sacrosanto dovere di un amministratore porsi qualche domanda, e trovare qualche risposta.

Risposta che non significa “smantellare” la pubblica assistenza, come alcuni hanno faziosamente e rumorosamente suggerito, ma che, ad esempio, passa attraverso l’applicazione dei famosi  “costi standard” dove cioè viene autorizzata la spesa per un servizio al miglior costo riscontrato. Se, in altre parole, il miglior costo di una degenza ospedaliera viene riscontrato, supponiamo, nel Veneto, ebbene quel costo dovrà essere applicato su tutto il territorio nazionale. Parimenti per gli acquisti di beni e servizi. Questo significa che gli amministratori dovranno gioco forza massimizzare l’efficienza almeno pari al “benchmark” cioè al riferimento, contenere gli sprechi e pure i clientelismi pena ridurre i servizi ai cittadini in ambito locale. Chi non riesce può pure accomodarsi a casa, lo decideranno gli elettori. In questo modo pure gli eventuali “tagli” di bilancio non saranno più “lineari” ma si abbatteranno maggiormente proprio sugli sprechi. Un modo questo serio e professionale per gestire correttamente la “res publica”, ma come si può immaginare anche un modo per provocare la già accennata “levata di scudi” da parte dei conservatori che preferiscono seminare il panico per non mettersi in gioco, ma aumentare piuttosto la spesa, con tutto il gravame di sprechi connesso, pur di non perdere la succulenta occasione di sguazzare nell’inefficienza sulle spalle dei contribuenti. Per non parlare poi di ladri e assenteisti. E per non parlare del sindacato che concepisce la pubblica amministrazione come uno "stipendificio" da anni 70 dove il posto di lavoro va difeso a oltranza anche se inutile e forse dannoso senza capire cioè che una cosa è difende re l'occupazione, un'altra e difendere il privilegio.

Queste sono le riforme di cui il paese ha bisogno, questo è ciò che ci farà uscire dalla crisi e guardare avanti, altro che piagnistei.

Claudio Donini

Articolo pubblicato anche da www.cadoimpiedi.it da www.agoravox.it , www.rassegna.it, da www.uilpa.it

Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Marzo 2017 08:43
 

Commenti  

 
0 #2 Saverio Graffeo 2013-03-26 19:41
Tutto sarebbe possibile quando il popolo davvero vuole! Il problema risiede prima che ho letto l`articolo e non si comprende in realta il dettaglio! Gli ospedali sprecano o costano troppo? La salute del popolo e molto più importante delle vostre tasche piene di soldi rubbati al popolo! Con ciò che costa una cena di rapresentanza fra politici e tutto il personale dische alla sicurezza dimostrano che chi scrive non ha presente le vere priorità del popolo e della nazione! Che io sappia la salute del popolo è più importante di qualsiasi governo o BANCA! :-x
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0 #1 Alfa CD 2013-01-11 08:56
giuseppe 11 ora fa

Sarà mai possibile che un asino diventi un purosangue?

O una Trabant si trasformi in fuoriserie?
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