Home Politica, Società, Media Gli esodati, il più grande problema dell'umanità

Font Size Changer

Mostra IP Utente


Warning: file_get_contents() [function.file-get-contents]: php_network_getaddresses: getaddrinfo failed: Name or service not known in /web/htdocs/www.alfadixit.com/home/modules/mod_showip/browser.php on line 769

Warning: file_get_contents(http://api.hostip.info/?ip=54.224.18.114) [function.file-get-contents]: failed to open stream: php_network_getaddresses: getaddrinfo failed: Name or service not known in /web/htdocs/www.alfadixit.com/home/modules/mod_showip/browser.php on line 769
Il tuo IP: 54.224.18.114
Hostname:
ec2-54-224-18-114.compute-1.amazonaws.com

Sistema Operativo: Search Bot
Browser: unknown unkno
Ubicazione:

Gli esodati, il più grande problema dell'umanità PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo 
Politica, Società, Media - Politica, Società, Media
Scritto da Administrator   
Giovedì 21 Giugno 2012 08:39

"

C’è un’enfasi sospetta sulla questione “esodati”, nonostante la soluzione sia già stabilita da tempo. Tutti a carico dello stato, cioè dei lavoratori.

"

Ormai è diventata una vera e propria ossessione. La sola cosa certa è che la morbosa attenzione con cui media, sindacati e politici si sono lanciati sul “dossier esodati” puzza di faziosità, e molto anche. Sembra che si voglia sfruttare la questione più per mettersi in evidenza, per ostentare attenzione verso persone in difficoltà, piuttosto che per il problema in sé. La valenza psicologica della “pietas” ha sempre la sua bella importanza politica altrimenti non si spiegherebbe come il problema di qualche migliaio di persone, seppur cruciale, sia divenuto esiziale per il sistema paese. Addirittura una questione di vita o di morte per il governo. Tanto come andrà a finire è scritto da anni. Gli esodati, tutti, verranno messi a carico della collettività, entreranno cioè orgogliosamente a far parte della più grande categoria del nostro paese; i pensionati. Del resto ne hanno il sacrosanto diritto, si dice. Questa è la soluzione verso cui tutti spingono, dai sindacati ai politici, una soluzione facile e indolore.

Chi di diritti invece non ne ha neppure uno siamo noi lavoratori, quelli veri intendo. Noi non abbiamo il diritto di ribellarci al saccheggio degli stipendi, non abbiamo il diritto di rifiutarci di mantenere un mare magmun di persone che non si è neppure guadagnato la propria pensione. Saremo spremuti a vita per reggere una pletora infinita di lavoratori e non, messa a riposo con un metodo di calcolo assurdo (il retributivo con 35 anni di contributi) che ha regalato soldi a tutti, depredando chi lavora. Del resto non è un caso che il nostro paese ha il poco invidiabile record mondiale di pensionati. Tanto per capirci in Germania il rapporto tra contribuenti e pensionati è di 2,0 ovvero 39 milioni di contribuenti contro 19 milioni di pensionati, simile in Francia con un rapporto 1,9 (14 milioni di pensionati per 26 milioni di contribuenti). Da noi in Italia il suddetto rapporto è quasi unitario, 18 milioni di pensionati, ma con solo 22 milioni di contribuenti. E se vogliamo parlare della Gran Bretagna si sappia che il numero fatidico vale 2,6 e cioè 11 milioni di pensionati per 29 milioni di contribuenti, mentre negli USA sale addirittura a 3,3 con 45 milioni di pensionati contro 150 milioni di contribuenti. Tutti dati reperibili nei siti dell’Unione Europea.

Il fatto è che da noi, con molta irresponsabilità, o forse per calcolo politico/sindacale, tutti i problemi sono scaricati sui lavoratori, considerati piuttosto "bestie da soma" che non persone. Le risorse del paese, quelle cioè prodotte dal lavoro, sono investite in larga misura proprio nelle pensioni. Si pensi che, dice sempre la Commissione Europea, il 15% del Pil è utilizzato in Italia per le pensioni, un altro bel record, contro il 6% in Irlanda, giusto per fare un esempio. Altro che ricerca, istruzione, innovazione o crescita. La bocciofila e la pennichella sono le attività più gettonate dagli abitanti del "bel paese". Gli altri sono poveri sfruttati. Mi ha colpito il fatto che, recentemente in Svizzera, dove da sempre si va in pensione a 65 anni e col metodo contributivo, hanno più volte bocciato la proposta di aumentare le ferie. Mi chiedo che esito avrebbe avuto lo stesso referendum proposto in Italia. Di certo Landini avrebbe quantomeno invocato il sacrosanto diritto al riposo, ci posso scommettere.

I l fatto è che siamo un paese che crea “posti di pensione”, più che di lavoro, e gli esodati non smentiranno di cero la tradizione. Ancora una volta tutti a carico della collettività. Mi chiedo allora perché i sacrifici debbano essere tutti a senso unico, perchè invece di pensionare gli esodati non possano tornare al lavoro, magari part time, contribuendo anch’essi alla “cosa pubblica”. Mi chiedo perchè “pennichella e bocce” debbano essere una prerogativa solo di alcuni privilegiati. Eppure, cara signora Camusso, io un’idea l’avrei. Perché il costo degli esodati non lo carichiamo sugli stipendi di sindacalisti, giornalisti e politici? Del resto sono proprio quelli che la questione la stanno cavalcando a dovere. Sono certo che la soluzione sarebbe presto trovata, e sono altrettanto certo che sarebbe ben diversa da quella prospettata oggi con forza.

 

Articolo pubblicato anche da www.cadoinpiedi.it, da www.agoravox.it

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Marzo 2014 13:10
 

Commenti  

 
0 #28 Alfa CD 2012-06-24 18:22
Reazioni
VincenzoTed 3 giorni ago

Da twitter

Leggete 'L'Italia e il problema degli esodati' di @Cadoinpiedi http://t.co/q82Vv7XC
Citazione
 
 
0 #27 Alfa CD 2012-06-24 18:14
Mistificazioni >

Ipotizziamo che un dipendente del settore industriale possa disporre personalmente di quei contributi oggi accantonati a fini pensionistici.
Immaginiamo che inizi con 1000 euro al mese di retribuzione ed arrivi nel corso degli anni a 2000 euro.
Con una gestione oculata delle somme accumulate dopo 40 anni di servizio potrà disporre di una rendita netta di almeno 22.000 euro/anno per i successivi 25 anni.

Nulla da invidiare a quanto offerto dall’attuale sistema pensionistico.
Un regime “gravato” di una molteplicità di oneri “impropri” da porre a carico del sistema fiscale.
Nulla a che spartire con quell’innalzame nto della “speranza di vita” addotto a giustificazione dei periodici “aggiustamenti” al ribasso.

Troppo facile e comodo è tentare di attribuire al “peso” dei pensionati l’inconsistenza della politica industriale e la volatilità del mercato del lavoro.
Governare un paese non è performance da teatrino di Pantomima e Rimpiattino …
Citazione
 
 
+1 #26 Alfa CD 2012-06-23 12:00
23 giugno 13:01 146

hai ragione mandiamo tutti i pesionati alla camera a gas,
tuo padre è pensionato?tuo nonno?pazzienza bisogna fare dei sacrifici.
Guarda che si che è vero che in italia ci sono più pensionati rispetto alla media europea,ma in italia ci sono anche pesionati che prendono 316 € e sei vivi tra noi guardati in giro e ne vedrai molti di pensionati/vacanzieri che fanno la fame, in germania ci sono?
Il problema comunque è stato risolto si lavorerà fino a 70 anni, e quelli che potevano andare con i 40 anni di lavoro non andranno più.
I veri sprechi in Italia sono altri, non certo le pensioni,un anno di pensione di media è un mese di un parlamentare, e un milione di pensioni annui è meno di un bel aereo militare.
Citazione
 
 
+1 #25 Alfa CD 2012-06-23 11:59
23 giugno 08:29

la questione è più semplice di quello che si pensi: i soldi versati come contributi sono soldi di chi li ha versati. Se non è possibile andare in pensione (cioè avere un contributo mensile fino a fine vita) allora che vengano restituiti i soldi versati (anche a chi non ha maturato i 20 anni: ricordo che se uno non ce la fa a maturare i 20 anni TUTTO QUELLO che ha versato l’INPS se lo tiene. Cioè se lo ruba !). Poi uno si arrangerà, ma una cosa è arrangiarsi con la somma dei propri versamenti restituiti in tasca e una cosa arrangiarsi avendo preso in tasca qualcos’altro...
Citazione
 
 
0 #24 Alfa CD 2012-06-23 11:58
23 giugno 07:52

Pagare la pensione anticipata all’esodato bancario messo a riposo a 55 anni che in questo momento impiega il suo tempo come istruttore subacqueo compiendo anche qualche ameno viaggetto francamente mi scoccia (esempio reale purtroppo) , in considerazione del fatto che il sottoscritto arrivato a 25 anni di contrbuti probabilmente una pensione non la vedrà mai (se non forse a 70 anni ossia tra 25 anni)
Citazione
 
 
0 #23 Alfa CD 2012-06-22 22:57
0 voto
(xxx.xxx.xxx.146) 23 giugno 00:27

E’ tutto vero, ma sta di fatto che oggi in italia abbiamo 11 milioni di pensionati di troppo, questo per avere un rapporto simile a Germania e Francia. Undici milioni sono un mare di gente, una spesa che affossa l’economia e costringe o a fare debito pubblico o a tassare in maniera spoporzionata chi lavora. Ed è proprio quello che è successo. Inoltre le risorse che negli altri paesi sono usate per la ricerca, per il lavoro, per la crescita da noi sono usate per la pennicchella di 11 milioni di persone. Se le cose fossero state corrette almeno dieci anni fa adesso non avremmo condizioni come quelle descritte sopra, magari avremmo più risorse per dare lavoro a chi non lo ha. Invece paghiamo chi potrebbe benissimo lavorare. Andrà certamente a finire che gli esodati verranno caricati ancora una volta sul groppone di chi lavora, caricandoci ulteriormente di tasse. Da noi il lavoro è tassato al 45% contro una media europea del 34. Oltre dieci punti di differenza è un’enormità. Per forza l’Inps è in pareggio. Tante pensioni = tante tasse = tanta gente che sfrutta chi lavora. Come qualcuno diceva sopra questa è matematica, non filosofia
Citazione
 
 
0 #22 Alfa CD 2012-06-22 22:56
0 voto
(xxx.xxx.xxx.46) 23 giugno 00:11

l’autore dell’articolo non merita risposta
Citazione
 
 
+1 #21 Alfa CD 2012-06-22 22:56
2 voti
(xxx.xxx.xxx.140) 22 giugno 22:19

si sta divagando, se nel passato ci sono stati errori e ci sono stati, ora è giusto dare una sterzata,
e siccome siamo più bravi degli altri in europa andremo o meglio andranno in pensione dopo ai francesi e dopo,ultimato il percorso della riforma,anche dopo i tedeschi, ma che bravi che siamo.
la discussione è un’altra, le regole non si cambiano in corsa.
Vi porto il mio caso:
nel gennaio 2010 sono stato messo in mobilità, 36 mesi,per crisi aziendale, 40 anni di contributi nel nel settembre 2013, finestra gennaio 2014, poi arriva la prima fragatura, tolte le vecchie finestre adesso si va 12 mesi dopo i 40 anni, ok andrò ad ottobre 2014,poco male anche se resto scoperto dalla mobilità(gennai o 2013 scadono i 36 mesi di copertura, 10 mesi senza sodi),ma non e finita il governo precedente decide che per l’allungamento dell’aspetativa di vita bisogna aggiungere 1 mese ogni anno ai 12 precedenti a partire dal 2012,allora non potrò più andare in presione 12 mesi dopo i 40 anni di contributi ma dopo 14 mesi ossia non più ad ottobre ma a gennaio 2015, ora la Fornero dice che sono tutelati solo quelli che hanno i requisiti al pesionamento entro il 2013, era il mio caso di partenza ma non ora visto il gioco delle tre carte, ora è chiaro che nei 65000 sono solo quelli che i 40 anni di contributi li hanno fatti nel 2011 gli altri sono fuori.Bene vado a lavorare ma dove?
A dimenticavo di dirti che io e molti come me che hanno accettato di andare in mobilità l’hanno fatto per non far licenziare i giovani appena assunti,perchè se non lo sai se un’azienda è in crisi e deve ridurre il personale può mettere in cassa integrazione a zero ore per 12 mesi e poi lincenziare e si parte dai più giovani, io stavo bene al lavoro e avevo un ottimo stipendio ma mi sono sacrificato per i giovani che avevano diritto più di me di lavorare, guarda che i mobilitati sono a casa con 940€ mensili primo anno poi 10% in meno secondo e terzo anno.Secondo te dovevo stare al lavoro e far licenziare un giovane che magari aveva appena messo su famiglia?per non farmi dire che sono un fannullone nullafacente, se stavo al lavoro mi macavano solo 5 anni per la pensione mica un’eternità.
Qui si discute che le regole non si cambiano in corsa punto e basta se poi non lo trovi giusto non so cosa dirti.Poi stiamo parlando di un numero di persone che può sembrare enorme non lo è di fatto è solo il 2% delle persone che sarebbero andati in pensione con le vecchie regole nei prossimi 7 anni, perchè i 390.000, dati Inps, sono fino al 2019.
Citazione
 
 
0 #20 Alfa CD 2012-06-22 22:55
0 voto
di pv21 (xxx.xxx.xxx.46) 22 giugno 19:47
Riflessioni >

1) Chiedere alla Comunità Europea quale Stato ha il trattamento fiscale più pesante nei confronti dei pensionati. La risposta è: l’Italia.
Molti nostri patner europei adottano regimi fiscali meno pesanti e degradanti in funzione dell’età anagrafica del pensionato.
2) Nel settore industriale chi ha versato come da Legge 40 anni di contributi (insieme all’azienda) ha accumulato una cifra tale che avrebbe tutto l’interesse a vedersela liquidare al momento del pensionamento.
3) Non è affatto scontato che tutti coloro rimasti a piedi con la riforma Fornero arriveranno "sani e salvi" alla pensione. Gli ultimi dovranno accontentarsi delle briciole.
Sempre e comunque > attenzione alla Pescitudine ...
Citazione
 
 
0 #19 Alfa CD 2012-06-22 22:55
0 voto
(xxx.xxx.xxx.18) 22 giugno 18:55

Sono daccordissimo sul fatto che gran parte delle lamentele qui pubblicate sono inutile filosofia, il dato di fatto è che in Italia i pensionati sono troppi in relazione alla popolazione attiva, questo è un dato incontestabile. Tutte le altre considerazioni lasciano il tempo che trovano.
In italia lavorano in pochi, in pochissimi direi, quindi i conti difficilmente torneranno
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna