Home Politica, Società, Media La casta dei pensionati

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La casta dei pensionati PDF Stampa E-mail
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Politica, Società, Media - Politica, Società, Media
Scritto da Administrator   
Giovedì 19 Gennaio 2012 17:18

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Che il nostro sia un paese per vecchi lo dicono i numeri, ma lo è a discapito dei giovani, cioè del futuro.

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Parlare di pensioni nel nostro paese significa addentrarsi in un ginepraio spinosissimo. Questo perché da un lato si tratta di una materia complicata, una moltitudine infinita di casi, dal sistema retributivo al contributivo al misto, pensioni di vecchiaia, di anzianità, di invalidità, private, degli enti locali, prepensionamenti e chi più ne ha più ne metta. Ma soprattutto perché la pensione è, nell’immaginario collettivo, sinonimo di un diritto inalienabile che segna una svolta forte ed irreversibile nella vita dei lavoratori.  L’agognata pensione si è storicamente riassunta, per la maggior parte delle persone oggi a riposo, con la regola del calcolo retributivo dopo 35 anni di versamenti, indipendentemente dall’età anagrafica. Solo ultimamente, e non senza un mare di polemiche, i parametri sono stati variati con l’innalzamento graduale a 40 anni di contribuzione e con la definitiva archiviazione del sistema retributivo. Se ne deduce che con la suddetta “vecchia regola”, quella dei 35 anni,  l’età anagrafica della pensione era, gioco forza, attorno ai 60 anni se non prima.

Ora, basta un semplice calcolo matematico per capire che proprio questi pensionati non hanno versato abbastanza per aver diritto all’assegno che percepiscono, o per dirla in altre parole costoro vivranno per un certo numero di anni a carico della collettività. Secondo i parametri di calcolo più comuni infatti, se si considera un’aliquota dei contributi pari al 33% del lordo della retribuzione, una pensione percepita pari all'85% dell’ultima retribuzione netta e un’inflazione costante, pari ad esempio al 2,5%, ci si accorgerà che per “consumare” l’ammontare equivalente a 35 anni di contributi ne bastano poco più di 18. In altre parole dopo 18 anni di erogazione della pensione il “gruzzoletto” accantonato durante l’attività lavorativa sarà completamente esaurito, interessi compresi naturalmente.

Dal momento che secondo l’Istat, in Italia l’aspettativa di vita è oggi di 79 anni per gli uomini e 84 per le donne, chi è andato in pensione a 60 anni vivrà allegramente a carico della collettività per almeno tre o quattro anni, in media fra uomini e donne.  E si badi bene che questo calcolo è basato sul metodo contributivo, cioè quello introdotto solo negli ultimi anni, mentre, come si diceva, la maggior parte delle pensioni è  stata calcolata col metodo retributivo, o con quello misto, metodi che sono assai più vantaggiosi per il lavoratore. La situazione è quindi ancor più gravosa di quanto il calcolo esprime, e di molto anche. E poi ci sono le pensioni sociali, un un mare infinito di integrazioni al minimo per chi non ha versato proprio nulla, quelle di invalidità, i baby pensionati e l’incredibile invenzione della reversibilità che prevede che l’assegno pensionistico venga addirittura “tramandato” ai parenti. Una singolarità davvero originale nel mondo conosciuto. Pensate che l'Inps eroga 50 Miliardi di euro l'anno di pensioni che non sono coperte da contributi. Nessuno ha versato nulla, tanto per capirci, ma percepisce.

Insomma, per farla breve, una buona parte di pensionati in Italia percepisce una pensione che non si è guadagnato, vive cioè appeso all’enorme albero della cuccagna dello stato sociale pagato, in definitiva, dai lavoratori, quelli veri. Si pensi solo che ogni occupato ha in carico, oltre ai propri figli, anche un bel pensionato. Il doppio di Francia e Germania, il triplo degli USA. Tanto per capirci in Germania il rapporto tra contribuenti e pensionati è di 2,0 ovvero 39 milioni di contribuenti contro 19 milioni di pensionati, simile in Francia con un rapporto 1,9 (14 milioni di pensionati per 26 milioni di contribuenti). Da noi in Italia il suddetto rapporto è quasi unitario, 18 milioni di pensionati, ma con solo 22 milioni di contribuenti. E se vogliamo parlare della Gran Bretagna si sappia che il numero fatidico vale 2,6 e cioè 11 milioni di pensionati per 29 milioni di contribuenti, mentre negli USA sale addirittura a 3,3 con 45 milioni di pensionati contro 150 milioni di contribuenti. Tutti dati reperibili nei siti dell’Unione Europea. E' come se una famiglia tipo di tre persone, genitori che lavorano ed un figlio, avesse altri due ospiti fissi da nutrire, scaldare, vestire, mandare in vacanza, per 365 giorni l'anno. Ma fino a quando potrà mai restistere un tale gravame? Queste considerazioni trovano ulteriore conforto nel fatto che un sistema pensionistico del genere non esiste in nessun paese del mondo dove, da sempre, l’età della pensione è invece di 65 anni e si percepisce in base a quanto versato, punto e basta. Chi vuole andare anticipatamente avrà la conseguente riduzione dell'assegno. E se volete fare qualche confronto eccovi serviti. Dice l’Istat che in Italia il tasso di occupazione dei lavoratori di età compresa fra i 55 e i 65 anni è del 36% contro il 56% della Germania, il 70% della Svezia e il 47% della media Europea. E la differenza non è certo dovuta ai disoccupati che da noi sono soprattutto giovani, molto più che altrove. Sappiate inoltre che il nostro sistema eroga in media oltre l'80% dell'ultimo salario, percentuale che scende in Francia al 61% e in Germania al 58% e se non vi bastasse l'Italia investe nelle pensioni il 18,3 del Pil contro 14,8 della Germania, il 12,3 della Spagna e addirittura l'11,5 della Gran Bretagna. Basterebbe solo quest'ultimo dato per far capire l'entità del fenomeno. Se solo avessimo la stessa incidenza della spesa pensionistica sul Pil di qualunque altro paese europeo potremmo risparmiare circa 80 Miliardi di euro, cioè quasi dimezzare il debito pubblico in dieci anni senza fare assolutamente nulla. Altro che Babbo Natale.

Questi sono i numeri, puro calcolo insomma ma utile a capire la realtà, e come tutti gli scolaretti sanno, la matematica non è ne di destra ne di sinistra, non segue cioè l’opinione della Lega o della Camusso e neppure della Marcegalia, è matematica e basta. Per questo si sono susseguite negli anni numerose riforme sul tema, per mettere in sicurezza un impianto allo sfascio. Si dice che ora però l’equilibrio è raggiunto e che in definitiva questo è il miglior sistema d’Europa. Sarà certamente vero ma la ragione per cui negli altri paesi europei si accetta un sistema meno generoso, o forse più equo, è per poter dirottare le risorse sulla crescita, sulla ricerca, sui giovani, sul lavoro, sull’ambiente, sui servizi giusto per fare qualche esempio. Inoltre dobbiamo dire che il sistema è in equilibrio perchè la tassazione sul lavoro è da record mondiale, basti pensare che l'incidenza pensionistica sul salario è in Italia del 33% mentre in Germania è del 19. Ma che aumento reale di salario si potrebbe avere solo pareggiando questa aliquota?  Il fatto è che noi abbiamo investito sulle pensioni, sul diritto alla pensione o forse sul privilegio alla pensione, in altre parole puntiamo al futuro cercandolo nello specchietto retrovisore, accettando di avere il record mondiale di giovani pensionati e al contempo di giovani disoccupati o, in altre parole, calpestando un elementare concetto di giustizia sociale e cioè che ognuno percepisca per quanto ha versato e non gravi sulle spalle degli altri.

Resta l’amarezza per come tale privilegio lo si scarichi sui giovani, per come a pagare siano i lavoratori, precari compresi naturalmente, mentre chi ne usufruisce da sempre a piene mani non sborsi una lira. Ma non si era parlato di equità, di sacrifici da parte di tutti, ed allora perché non penalizzare chi da anni percepisce, come dice Totò, “a scrocco”? Ed invece sono tutti sulle barricate, vocianti e con le bandiere svolazzanti della giustizia sociale, dai qualunquisti ai sindacati, i grandi assenti sono proprio coloro che sono penalizzati, chi paga insomma, ma si sa', sono assenti più che giustificati perchè devono pur lavorare, almeno loro.  

Articolo pubblicato anche da www.cadoinpiedi.it , da www.agoravox.it  da www.intopics.it, da www.rassegna.it da www.mister-x.it

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Marzo 2014 13:15
 

Commenti  

 
0 #43 Alfa CD 2012-01-27 11:08
le pensioni avevo già accennato la mia posizia sulle pensioni in risposta all'articolo sul debito e veniamo adesso in modo più specifico.

Le pensioni sono un TERRITORIO MONENETARIO che fà gola alla finanza internazionale, liberista,alla "Chicago Boys" per cui essa per anni ha fatto sì che nella testa dei cittadini(di tutti i paesi del mondo ma in particolare in Europa visto che i CB hanno sostanzialmente svuotato le casse in America dei fondi pensioni attraverso la grande speculazione del 2007.Praticamente)

il concetto che chi và in pensione ora ruba la pensione ai più giovani con questo meccanismo hanno creato una situazione tale attraverso tutti i mass media che da loro sono contralloati e servendosi spesso di persone definite di "sinistra" per dare più incisività al loro (CB) ragionamento che da un punto di vista normale sembrerebbe valido. 1 parte

E’ oramai assodato che prima del golpe finanziario che ha portato al governo Monti L’INPS in risposta alla famosa lettera della COMMISSIONE EUROPEA (VERO GOVERNO EUROPEO) dichiarava che i conti per il pagamento delle pensioni attuali e quelle di lungo periodo erano allineati ovvero l?Italia non ha la necessità di fare una ulteriore modifica del sistema pensionistico.

INVECE.Contro qualsiasi logica economica,dei diritti,ma soprattutto UMANA hanno avuto il coraggio di DIMEZZARE le Pensioni Bravi bene bis andremo a mangiare alla mensa dei poveri perché quello che riceverà un pensionato basterà semplicemente per pagare le tasse.2 parte

I giovani e le pensioni è chiaro come il sole che per i giovani di oggi così come è messa la loro situazione la pensione non la vedrenna neppure col cannocchiale primo perché chi ha la fortuna di trovare un posto di lavoro stabile non lo trova prima dei 30 35 anni di età nella stragrande maggioranza che ha trovato un lavoro precario è come dirgli Buona Morte. Ma nonostante questa sia la reale situazione si fagocita lo scontro generazionale che in effetti è uno scontro tra poveri intorno all’osso mentre i tagli economici alle pensioni non sono distribuiti per le future generazioni ma entrano direttamente nelle casse della Finanza Internazionale che detiene i nostri titoli di Stato.

Cosi mentre i poveri si accapigliano la Finanza Internazione se la ride alla grande alle spalle degli stati e dei loro cittadini. 3 parte

Ma il bello è che non finisce qui perché sempre coloro che si stanno mangiando la polpa del popolo italiano come degli altri paesi dell’€urozona hanno lanciato l’osso ancora tra i Poveri facendogli credere che se si combatte l’evasione fiscale avremmo molte risorse economiche.NIENTE DI PIU’ FALSO perché ammesso che lo Stato recuperasse quel gettito fiscale questo non sarà utilizzabile dallo Stato in funzione di andare incontro alle esigenze e ai bisogni dei suoi cittadini ma anche i soldi dell’evasione fiscale entreranno nelle mani della grande finanza per effetto del debito pubblico da pagare che coniugata ad un’altra ABBERRAZIONE Economica che è quella del pareggio di bilancio potranno essere usati a sola copertura del debito.Concludo dicendo questo CI STANNO AMMAZZANDO MA LO STANNO FACENDO SCANNARE UNO CONTRO L’ALTRO sullo stile dei Gladiatori costretti a combattere contro altri schiavi per sopravvivere. 4 parte


La Repubblica Italiana nei suoi dettami COSTITUZIONALI dice espressamente che un cittadino della repubblica non può essere
lasciato a piedi se senza casa lo stato provvede se è senza lavoro lo stato provvede se non c’è òla fa col reddito lo stato interviene. Ebbene cari signori sappiate che la NS repubblica italiana così come la hanno concepito i padri fondatori non esiste più siamo stati vittime tutti e dico tutti ricchi e poveri di Un COLPO DI STATO che cancellando di fatto i diritti dei cittadini si è trasformata in una COLONIA della grande finanza internazionale o per dirla alla Paolo Barnard al VERO POTERE

Saluti FINE

Ferraioli Domenico

blog libero terrapagana
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0 #42 Alfa CD 2012-01-24 13:32
Votata OK tsetse212 e altri 2 anonimi

... non farlo leggere a SLASCH che ve se magna.....loro hanno lavorato e guadagnato sulla pelle il diritto alla pensione , proprio quella qui rappresentata....e guai A FARGLI CAPIRE CHE GLIELA PAGHEREMO NOI.....
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0 #41 Alfa CD 2012-01-24 13:32
mario
La Spezia
Sabato, 21 Gennaio 2012 0
Se non verrà modificata l’iniqua riforma sulle pensioni,che cancella con un colpo di spugna ogni diritto acquisito,credo proprio che non andrò più a votare e come me probabilmente la pensano la maggior parte dei docenti e dei pensionati, in attesa che la "speculazione finanziaria" sull'euro sfasci totalmente la tenuta sociale del paese Italia.
"Se si impoveriscono i padri, i figli non avranno una base di partenza per il futuro, ma solo mutui da finire di pagare".
Come può un insegnante con 39 anni di contributi versati, nato nel 1952, con problemi di memoria, di vista, di udito, con dolori reumatici alle articolazioni delle braccia e delle mani continuare a svolgere questo delicato mestiere, in un paese dove i giovani insegnanti invecchiano da precari perdendo la "motivazione" per strada e dove a nessuno interessa della qualità della vita e della qualità del lavoro ?
Affidereste i “vostri figli o i vostri nipoti” a insegnanti di 66- 67 anni che a mala pena riescono a provvedere a se stessi ?
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0 #40 Alfa CD 2012-01-24 13:31
IO PRECOCE DEL 1961
Bergamo
Venerdì, 20 Gennaio 2012
Uniti possiamo………………… ultimo atto urgente


Tutti i “lavoratori precoci” sono eguali non è possibile limitare l’uscita anticipata prima dei 62 anni sino al 2017 - 2018; dopo oltre 43 anni di servizio, anche se maturano nel 2019 - 2020 – 2021 – ecc. deve, deve essere garantita la possibilità di pensione anticipata, senza ulteriori penalizzazioni.
‘Si consideri, inoltre, che a regime - dal 2018 - il risparmio complessivo si aggirerà attorno ai 50 miliardi. Il che renderà la nostra situazione pensionistica - già tra le più avanzate in Europa - di gran lunga davanti a quelle di Francia a Germania’ - dichiarazione del governo Monti.


Lista componenti della camera, scrivete………………… ……
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0 #39 Alfa CD 2012-01-24 13:31
stefano
Torino
Venerdì, 20 Gennaio 2012
Solo leggendo il titolo rabbrividisco "CASTA DEI PENSIONATI", la colpa, le responsabilità non sono di certo delle persone che come me hanno lavorato ben 40 anni per finire poi miseramente sbattuto in mobilità a 800 euro al mese, per poi sentirmi dire che sarebbe necessario lavorare altri 5,6 anni e forse più. Ho dei figli e senza lavoro e non credo proprio che la colpa di ciò sia dei "vecchi" come li definisce stefano, ma del sistema mafioso, corrotto, ipocrita nel quale i potenti non la finiscono mai di curare i loro interessi e mai di cercare di essere equi e concreti nei confronti delle nuove generazioni. Il resto, lo scempio e i danni veri sono stati perpetrati dalla politica mafiosa e corrotta di questo nostro stupendo Paese. stefano
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0 #38 Alfa CD 2012-01-24 13:30
Antonio
Padova
Venerdì, 20 Gennaio 2012
Non c'è limite alle falsità!!!! Nettamente in contraddizzione con quello che è la realtà. Il/la giornalista che ha scritto questo articolo, non può essere altro che un sevo de governo attuale che a sua volta e servo delle loby.
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0 #37 Alfa CD 2012-01-24 13:30
luciano
Cremona
Venerdì, 20 Gennaio 2012
Vero a metà , comunque c'è mezza italia che vive a scrocco , un marea di privilegiati che non ha uguali nel mondo .
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0 #36 Alfa CD 2012-01-24 13:29
Stefano
Firenze
Venerdì, 20 Gennaio 2012
Chi scrive l'articolo probabilmente vede solo quello che vuol vedere, tutto ciò che si và a coprire con i versamenti pensionistici ( sanità, cassa integrazione mobilità, pensioni sociali e di invaliditòìà ecc ecc) non sarebbe di competenza di altre forme di prelievo? Come se dopo aver stipulato un 'assicrazione pensionistica privata a 20 anni non mi liquidassero dopo tale periodo perchè l'assicurazione è in perdita sulle assicurazioni auto!!!!!!!!!In oltre riguardo gli importi da pensione degli altri paesi vada a vedere quali sono gli importi non le percentuali di riferimento agli stipendi e si renderà conto che a parità di categoria sono molto più basse qualle italiane per un semplice motivo: sono più bassi gli stipendi!!
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0 #35 Alfa CD 2012-01-23 20:41
Mauro Chiocchetti Moderatore 12 ore fa
Con la nuova riforma Fornero sulle pensioni, nel 2018, uomini e donne dovranno andare in pensione a 66 anni. Vorrei qualcuno che mi spiegasse come un uomo di 66 anni potrà ancora fare il muratore, salendo su delle impalcature alte anche 30 mt. esposto ai climi invernali ed estivi per 8 ore al giorno e chi invece dovrà lavorare in estate sulle autostrade a lavorare il catrame a delle temperature atroci. Quale sarà la loro produttività per l'azienda per cui lavorano e che dovrà stare sul mercato usando i propri lavoratori in condizioni estreme ?Credo che ci saranno molti malati che graverano sul sistema sanitario. E le donne che a 66 anni, lavoreranno ancora facendo i turni producendo un prodotto che dovrà avere dei prezzi concorrenziali con quelli cinesi. Penso al Distretto biellese (dove vivo io), dove si lavora la lana e che da anni è stato distrutto da paesi dove la mano d'opera costa un decimo di quella italiana. Vedasi anche il distretto delle calze, vanto per anni dell'italia nel mondo ed ora trasloccato in Serbia (non perchè non c'era lavoro in Italia) dove un operario produce come un italiano ma con costi più bassi del 90%. Cosa ne pensano gli economisti italiani dai loro scranni di professori?
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0 #34 Alfa CD 2012-01-23 20:37
• Gent. Sig.ri
è chiaro che per il calcolo si utilizzano valori medi che sono forniti dall'Istat. Credo siano gli stessi valori utilizzati anche dalle compagnie private per il calcolo di una eventuale pensione integrativa. Resta il fatto che, a parità di versamenti, una assicurazione privata è molto meno generosa dello stato. Non si capisce perchè invece lo stato debba fare regalie. Per quanto riguarda poi i lavori usuranti credo sia ovvio che a 67 anni non si possa salire sulle impalcature. Si può però fare l'impiegato, il portiere, il fattorino, il bidello, ecc... come succede in Svezia, Germania, Olanda, Inghilterra, Norvegia, ecc.... Se poi vi fossero persone intenzionate ad abbandonare il lavoro anticipatamente verrà erogata loro una pensione più bassa a seconda dell'aspettativa di vita. Il problema vero è che ormai c'è così tanta gente da mantenere dalla gestione passata che sarà inevitabile chiedere sacrifici fortissimi a chi lavora.
Cordialita Claudio Donini per www.alfadixit.com
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